Da quando me l’hanno detto e l’ho provato, metto sempre l’alloro in lavatrice. Devi farlo anche tu!

Da quando me l’hanno detto e l’ho provato, metto sempre l’alloro in lavatrice, e la cosa buffa è che all’inizio ero scettico. Poi ho aperto l’oblò a fine ciclo e ho capito: profumo pulito, tessuti più “morbidi” al tatto, e quella sensazione di bucato fresco che non sa di chimico. Se ti incuriosisce l’idea, ecco cosa c’è davvero dietro e come farlo nel modo giusto.

Perché proprio l’alloro?

Le foglie di alloro contengono oli essenziali che, a contatto con acqua calda e movimento, rilasciano una fragranza naturale e composti aromatici. Non è magia, è una piccola “infusione” che avviene durante il lavaggio. Il risultato, se dosato bene, può diventare un alleato pratico per chi vuole ridurre prodotti extra come ammorbidente e profumatori.

Cosa cambia nel bucato (davvero)

Quello che ho notato, e che ha una logica, si può riassumere così:

  • Ammorbidente naturale: non sostituisce un ammorbidente tradizionale in modo identico, ma può aiutare a rendere i tessuti più piacevoli, soprattutto su cotone e asciugamani, grazie alla componente oleosa delle foglie.
  • Effetto deodorante: è il punto più evidente. L’aroma dell’alloro tende a coprire e attenuare odori “difficili” come sudore stantio, fumo e quell’odore di umido che a volte resta intrappolato nei capi.
  • Azione igienizzante leggera: tradizionalmente si attribuiscono all’alloro proprietà antibatteriche e antimicotiche. Nel bucato questo si traduce, in modo realistico, in un supporto alla sensazione di pulito, senza promettere sterilità.
  • Antistatico delicato: su alcuni tessuti sintetici può ridurre l’effetto “elettrico” post asciugatura, specialmente se abbini un buon risciacquo.

In più c’è un dettaglio interessante: l’odore dell’alloro è spesso sgradito a piccoli insetti. Non è un “repellente miracoloso”, però può contribuire a lasciare un profumo meno invitante per chi ama annidarsi tra armadi e cassetti.

Come usarlo senza fare pasticci

Il trucco è semplice, ma va fatto con criterio, perché le foglie possono spezzarsi e lasciare frammenti.

Opzione 1, foglie nel cestello (la più facile)

Metti le foglie prima di avviare il programma, meglio se in un sacchettino di cotone o in una piccola rete per bucato.

Consiglio pratico: usa foglie secche integre, non sbriciolate.

Opzione 2, infuso per lavatrice “stanca”

Quando senti odori nel cestello o vuoi una pulizia più mirata, l’infuso è comodo e “pulito”.

  1. Porta a ebollizione acqua (circa 1 litro).
  2. Aggiungi 10 foglie e lascia sobbollire 5 minuti.
  3. Spegni, fai intiepidire e filtra.
  4. Versa il liquido nel cestello vuoto.
  5. Avvia un ciclo breve a 40 o 60 gradi, senza bucato.

Questa routine può aiutare a deodorare e a dare una rinfrescata generale, soprattutto se la lavatrice è usata spesso a basse temperature.

Dosi consigliate (per non esagerare)

UsoQuantitàNota
Lavaggio quotidiano3-5 foglieMeglio in sacchetto
Bucato con odori forti6-8 foglieCon acqua calda rende di più
Infuso per cestello10 foglieSempre filtrare bene

Piccole attenzioni che fanno la differenza

Per usarlo con serenità, io seguo queste regole:

  • Non sostituisce il detersivo, è un “plus”.
  • Su capi molto delicati (seta, lana pregiata), meglio evitare o fare una prova.
  • Se in famiglia c’è sensibilità a profumi e aromi, usa poche foglie e valuta.
  • Controlla ogni tanto filtro e guarnizione, soprattutto se hai messo foglie senza sacchetto.

Il punto, in pratica

Mettere l’alloro in lavatrice ha senso perché è economico, semplice, e può dare tre vantaggi in uno: profumo naturale, morbidezza percepita, e una mano a tenere fresca anche la macchina. Non è una formula segreta, è una piccola abitudine che, una volta provata, diventa sorprendentemente difficile da mollare.

Redazione Primavera News

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