Se sei proprietario di terreni agricoli, questa è una di quelle “allerta” che conviene leggere fino in fondo: il nuovo valore attuale del tuo appezzamento potrebbe non essere più solo una curiosità da mercato locale, ma un numero capace di cambiare il tuo carico fiscale quando decidi di vendere, donare o riorganizzare il patrimonio. E la finestra utile, stavolta, ha una data precisa.
La rivalutazione 2025: cosa cambia davvero per il tuo terreno
La Legge di Bilancio 2025 ha riaperto (e rafforzato) una possibilità che molti sottovalutano: rivalutare il valore fiscale dei terreni agricoli posseduti al 1° gennaio 2025, così da allinearlo più fedelmente al valore di mercato attuale.
In pratica, puoi “aggiornare” il valore riconosciuto al terreno ai fini fiscali, attraverso una perizia tecnica. Questo nuovo valore diventa la base su cui calcolare eventuali future plusvalenze, spesso riducendo l’imposta che potresti pagare in caso di cessione.
I punti chiave sono pochi, ma vanno presi con precisione:
- Terreni posseduti al 1° gennaio 2025
- Perizia di stima redatta da un tecnico abilitato
- Pagamento di un’imposta sostitutiva del 18%
- Scadenza: 30 novembre 2025
In altre parole, se oggi il mercato “vede” il tuo appezzamento molto più in alto rispetto al valore storico, la rivalutazione può evitare che il fisco continui a ragionare su basi vecchie, che poi diventano un problema quando serve dimostrare un costo fiscale aggiornato.
Perché proprio adesso? Un mercato che si sta muovendo
Non è solo una misura su carta. Nel II trimestre 2025 le compravendite di terreni hanno registrato un incremento del 3,7%. È un segnale interessante: quando gli scambi aumentano, di solito significa che il settore percepisce maggiore stabilità o opportunità.
E qui arriva la parte “pratica”: più il mercato si muove, più i valori possono cambiare velocemente, soprattutto in zone con colture richieste, accesso all’acqua, vicinanza a infrastrutture o prospettive di riconversione. In questo contesto, avere un valore fiscale aggiornato diventa quasi una forma di ordine, come rimettere a posto una cartella che non aprivi da anni.
Come funziona: perizia, valore e imposta sostitutiva
La rivalutazione non è un’autodichiarazione. Serve una perizia tecnica che motivi il valore, tenendo conto di posizione, qualità agronomica, destinazione urbanistica, accessibilità, eventuali servitù e dinamiche locali.
Poi entra in gioco l’imposta sostitutiva del 18%, da versare entro la scadenza. L’effetto più rilevante è che il nuovo valore “entra” nel tuo profilo fiscale, sostituendo quello precedente.
Parola chiave: allineamento. Tra ciò che il mercato riconosce e ciò che risulta nei dati del catasto, spesso c’è uno scarto che prima o poi si paga, soprattutto quando si realizza un trasferimento.
Novità fiscali confermate per il 2026: redditi agrari e dominicali
Dal 2026 la Legge di Bilancio conferma una misura molto attesa: la detassazione a scaglioni sui redditi dominicali e agrari per coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola.
Ecco lo schema, semplice da ricordare:
- 0% fino a 10.000 euro, esenzione totale
- 50% da 10.001 a 15.000 euro, tassazione ridotta
- 100% oltre 15.000 euro, tassazione piena
Vale per persone fisiche e società semplici agricole, mentre restano escluse altre forme societarie. È una di quelle misure che, se rientri nei requisiti, cambia davvero il modo in cui “pesa” il terreno sul reddito complessivo.
Piccola proprietà contadina: regole 2026 più integrate e vincoli chiari
Dal 1° gennaio 2026 cambiano le regole per l’acquisto di terreni con agevolazioni per piccola proprietà contadina, ora integrate nel Testo Unico dell’imposta di registro. Il punto da tenere bene a mente è il vincolo quinquennale: l’agevolazione si porta dietro obblighi di mantenimento e coerenza con l’impianto normativo aggiornato.
Altre misure che impattano la gestione del rischio e gli aiuti
Il 2026 porta anche strumenti operativi che, nel quotidiano, contano eccome:
- Piano Gestione Rischi 2026: diventa obbligatorio il rilascio del PGIR prima di attivare polizze agevolate contro eventi come piogge alluvionali, siccità e danni a strutture o allevamenti (scadenze tra marzo e ottobre).
- Bando Emilia-Romagna: 2 milioni di euro per recinzioni e dispositivi anti fauna selvatica, domande entro 27 marzo 2026 per imprese agricole.
- AgriCat: dal 2026 previste procedure più semplici per denunce agricole.
Il punto finale: la scadenza che non perdona
La rivalutazione ha un elemento che non lascia spazio a interpretazioni: 30 novembre 2025. Se ti stai chiedendo se convenga, la risposta dipende da zona, coltura, prospettive e obiettivi, ma il vero errore, spesso, è accorgersene quando la finestra è già chiusa. In un periodo in cui il mercato dà segnali di fiducia, mettere ordine nel valore fiscale del terreno può essere una scelta di lucidità, prima ancora che di convenienza.




