Se il tuo gatto perde pelo in abbondanza, lo so, la prima reazione è guardare il divano e pensare che ci sia “qualcosa che non torna”. Poi lo guardi meglio, magari ti sembra anche più leggero al tatto, e lì scatta la domanda: è normale o devo preoccuparmi?
Quando la perdita di pelo è normale (e quasi “sana”)
Nella maggior parte dei casi, la perdita di pelo nel gatto è una cosa fisiologica. Succede soprattutto in due finestre dell’anno, primavera e autunno, quando arriva la muta stagionale. Il cambio del mantello può sembrare improvviso perché lo notiamo ovunque, ma di solito segue un andamento prevedibile.
Ecco i segnali che ti fanno respirare:
- caduta graduale, non “a chiazze”
- pelle pulita, senza arrossamenti o croste
- gatto in buona forma, attivo, con appetito stabile
- pelo che si stacca facilmente quando lo spazzoli, soprattutto su schiena e fianchi
- niente prurito insistente o leccamento ossessivo
In questi periodi, una spazzolatura regolare fa miracoli, non solo per i peli in casa, ma anche per ridurre i boli di pelo ingeriti durante la toelettatura.
Quando preoccuparsi: i campanelli d’allarme veri
Ci sono però situazioni in cui quella perdita “abbondante” smette di sembrare una muta e diventa un messaggio. La regola pratica è semplice: se è persistente, fuori stagione o associata a segni cutanei o generali, vale la pena muoversi.
Contatta il veterinario se noti uno o più di questi segnali:
- perdita a chiazze (zone glabre, spesso ben delimitate)
- prurito, grattamento frequente o leccamento continuo
- rossore, croste, pelle infiammata o cattivo odore
- pelo opaco, che si spezza facilmente
- sintomi “di corpo”, come perdita di peso, letargia, cambiamenti dell’appetito, sete eccessiva, irritabilità o aggressività improvvisa
Un dettaglio che molti ignorano: anche i boli di pelo più frequenti, vomito ricorrente o feci alterate possono essere un indizio indiretto di grooming eccessivo o infiammazione.
Le cause più comuni quando la perdita è patologica
Qui la cosa interessante, e anche un po’ frustrante, è che lo stesso sintomo può nascere da cause molto diverse. Per questo l’osservazione a casa è utile, ma non sostituisce una visita.
Parassiti e infezioni
Le pulci possono scatenare una dermatite allergica con prurito intenso e perdita localizzata, spesso vicino alla base della coda. Anche acari e funghi (come la tigna) possono creare aree glabre e arrossate.
Allergie
Alimenti, polline, polvere, saliva di pulce, il risultato può essere simile: cute irritata, leccamento, zone senza pelo. A volte il gatto sembra “solo nervoso”, ma la causa è una sensazione costante di fastidio.
Problemi ormonali e metabolici
Alcune patologie interne si riflettono subito sul mantello. Un esempio è l’ipertiroidismo, che può portare a dimagrimento, pelo più spento e cambiamenti di comportamento. Anche diabete e insufficienza renale possono dare segnali sul pelo e sulla pelle.
Stress e ansia
Traslochi, nuovi animali, rumori, routine cambiate: lo stress nel gatto spesso passa da un leccamento ripetitivo, quasi “automatico”, che a lungo andare crea alopecia.
Carenze nutrizionali
Una dieta non ben bilanciata, con pochi omega 3, vitamine e minerali, rende il pelo fragile, secco e più facile da perdere.
Cosa fare subito (senza andare in panico)
In attesa della visita, puoi raccogliere indizi utili:
- controlla la pelle controluce e cerca puntini neri (sporco di pulce)
- nota dove cade il pelo, diffuso o a zone
- osserva se il gatto beve di più, mangia meno o dimagrisce
- segnati da quando è iniziato e se coincide con cambiamenti in casa
- valuta vomito e frequenza dei boli di pelo
Prevenzione: le abitudini che fanno davvero la differenza
La strategia migliore è semplice e costante:
- antiparassitario regolare, consigliato dal veterinario
- alimentazione completa e di qualità
- spazzolatura più frequente in muta
- ambiente il più possibile stabile e arricchito (giochi, tiragraffi, routine)
- controlli periodici, soprattutto se il gatto è adulto o anziano
Se la perdita di pelo è “solo muta”, con queste attenzioni passerà più liscia. Se invece è un segnale di qualcosa sotto, intervenire presto evita che un problema piccolo diventi lungo e complicato. E, di solito, il mantello è il primo a ringraziarti.




